Perché tenere aperto un blog, oggi

Perché tenere aperto un blog, oggi

Ogni giorno, un blogger si sveglia e sa che dovrà correre più di uno youtuber, e di un instagrammer, e di un influencer.
Insomma, di chiunque riesca a prosperare in rete senza aver mai avuto bisogno di scrivere una sola riga di qualsivoglia articolo.

Ogni giorno, un blogger si guarda un po’ in giro e si domanda se vale la pena tutto questo sbattimento, quando ormai basterebbe stare sui “social” e sbrigare tutte le faccende da lì.

La gente, in fondo, non legge più di tanto. E non ha mica voglia di abbandonare il proprio fortino per avventurarsi su siti sconosciuti, i quali, in ogni caso, verranno dimenticati dopo appena cinque minuti. D’altronde le piattaforme stesse non amano granché che qualcuno porti via i loro preziosissimi utenti e per questo tenderanno a dare più visibilità a foto e video piuttosto che a insidiosi e ammiccanti collegamenti esterni. Su Instagram, poi, i link di approfondimento nemmeno ce li puoi mettere. Problema risolto.

Insomma, perché continuare ad aggiornare un blog e incaponirsi a ricamare frasi di senso compiuto, se la tendenza è quella di rimanere rinchiusi nel proprio social preferito e affacciarsi là fuori in un timoroso mordi e fuggi?

Romanticamente, potrei dire che è ancora bello e stimolante avere un proprio spazio da coltivare. Un sito che vedi crescere giorno dopo giorno, e di cui sei responsabile al cento per cento. Dove decidi tu. Dove comandi tu. Che nessuno ti può toccare o portare via.

A livello più pratico, in un blog puoi pubblicare dei contenuti che sui social ti potresti solo sognare. Puoi scrivere più di 140 caratteri senza sentirti in colpa. Puoi ampliare un po’ il campo e uscire dai rigidi schemi imposti da Facebook e compagnia bella. Sei ricercabile da Google e quello che scrivi può essere condiviso (potenzialmente) con il mondo intero, e non soltanto all’interno di un unico “contenitore”.

Quello che pubblichi nel tuo blog, che sia popolare o sconosciuto ai più, resta. Non viene dimenticato o risucchiato via dal flusso ininterrotto di notizie e aggiornamenti tipico dei social network. Se riesci nell’impresa di scrivere l’articolo giusto per il pubblico giusto, ricco di preziose e dettagliate informazioni, questo avrà più possibilità di sopravvivere e durare nel tempo.

Lo so, è sempre più difficile farlo. La concorrenza è agguerrita. Ma quando succede, è una soddisfazione impagabile.

Tenere aperto un blog, inoltre, è un dono che fai alla collettività. Quello che hai da dire, quello che hai da offrire, lo metti a disposizione degli altri senza aspettarti troppo in cambio.

È una cosa che ti senti di fare, tutto lì. Se hai troppi secondi fini, se pensi di diventare come la Ferragni, mollerai presto, credimi.

In ogni caso, un blogger non può permettersi di fare lo schizzinoso.

Il blog non è necessariamente un formato migliore o superiore rispetto ad altri canali di comunicazione, ma dovrebbe tentare di convivere in armonia con essi, ritrovare il suo spazio in un ecosistema che si evolve in modo fluido e a tratti imprevedibile, ma che ha ancora bisogno di piccole oasi di informazione e di scambio dove potersi dissetare.

Dove sai di poterci ancora contare.

Scritto da
Gianluca Riboni
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Gianluca Riboni

Pensatore e capo tribù NAZAV, personal trainer non convenzionale, ambasciatore dello yoga e della risata, scrittore e blogger incompreso. Scrivo quello che mi passa la testa, nella speranza di lasciare un segno su questo pianeta. Sempre in Arial 11.

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