Qualcuno si cancella dalle newsletter? Ringrazialo

Qualcuno si cancella dalle newsletter? Ringrazialo

Ricevere richieste di cancellazione da una newsletter non è così negativo come sembra. Chi si cancella ci aiuta a fare pulizia nelle nostre liste e ci fornisce preziose indicazioni sulla quantità e la qualità dei contenuti.

S embra una provocazione, ma non lo è. Perché dovrei essere contento se qualcuno decide di cancellarsi dalla mia newsletter? In generale, è fisiologico che si ricevano delle richieste di cancellazione a seguito dell’invio di una o più newsletter.

I motivi possono essere diversi:

  • il destinatario ha cambiato indirizzo e-mail o non lavora più nella stessa azienda
  • il destinatario non è più interessato agli argomenti proposti
  • il destinatario si è accorto, dopo l’iscrizione, di ricevere troppe e-mail e di non riuscire più a leggerle
  • il destinatario ha deciso di ricevere le informazioni in altro modo, direttamente sul sito o tramite i feed RSS

Non è detto quindi che chi si cancella sia necessariamente insoddisfatto e abbia un’opinione negativa su di noi. Se poi il tasso di cancellazione si mantiene sull’1% rispetto a chi ha aperto (per esempio: invio 1000 mail, la aprono in 100 e uno chiede di cancellarsi), la situazione è anzi sotto controllo e non c’è di che preoccuparsi.

Ma, tornando alla domanda iniziale, perché ringraziare chi si cancella?

  • Se non registriamo nessuna cancellazione, potrebbe voler dire che i destinatari non si fidano di noi.
    Se nessuno fa click sul link “Cancellami”, è perché i lettori ci considerano degli spammer e non vogliono confermarci la validità dell’indirizzo e-mail.
    In alcuni casi, quindi, avere zero cancellazioni non è affatto un segnale rassicurante per la nostra credibilità.
  • A che serve una lista di indirizzi di persone che non sono interessate? Chi si cancella dalle mailing list ci aiuta a tenere puliti i nostri database, evitandoci lo spreco di inviare e-mail inutili e migliorando le performance degli invii successivi.
  • Se qualcuno non è più interessato alla newsletter, è meglio che ce lo comunichi direttamente e in modo esplicito, piuttosto che segnalandoci come spammer o ignorando ripetutamente le nostre e-mail.
    Il numero di cancellazioni è un dato prezioso e per questo dovremmo permettere sempre agli utenti di annullare la loro iscrizione in modo rapido e agevole.
  • Le cancellazioni sono un indice di interesse verso una newsletter. Se registriamo tassi di abbandono sopra la media, potrebbe voler dire che stiamo sbagliando qualche cosa: magari i contenuti sono piatti e ripetitivi, non stiamo dicendo nulla di nuovo, stiamo inviando le e-mail sbagliate alle persone sbagliate oppure stiamo calcando troppo la mano con un numero eccessivo di invii.

Ricevere richieste di cancellazione può essere un vantaggio, però, se il processo di unsubscribe è semplice e immediato, e in particolare se:

  • la cancellazione può essere effettuata con un click o due click al massimo
  • non viene richiesto di inserire username e password, perché l’utente potrebbe averli dimenticati o non averli a portata di mano
  • non viene richiesto di inviare una e-mail al proprietario della newsletter

In conclusione, investire del tempo sul processo di cancellazione è molto utile sia per chi invia le newsletter sia per chi le riceve.

Scritto da
Gianluca Riboni
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Gianluca Riboni

Pensatore e capo tribù NAZAV, personal trainer non convenzionale, ambasciatore dello yoga e della risata, scrittore e blogger incompreso. Scrivo quello che mi passa la testa, nella speranza di lasciare un segno su questo pianeta. Sempre in Arial 11.

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