Perché lo spam funziona

Perché lo spam funziona

Un esperimento americano cerca di studiare l’efficacia dei messaggi spam. I risultati? Solo lo 0,0000081% delle mail inviate si traduce in un effettivo ricavo. Eppure lo spamming funziona con l’aiuto dei grandi numeri.

S e dovessimo misurare l’efficacia di un messaggio spam con un semplice indicatore, il tasso di conversione tra mail inviate e risultati ottenuti, la conclusione sembra scontata: l’efficacia è prossima allo zero.

Infatti, uno studio condotto da un team di ricercatori dei poli universitari californiani di Berkeley e della UC San Diego ha rivelato che solo un messaggio ogni 12,5 milioni va a buon fine e ottiene la risposta voluta da parte dell’utente.

Nel test, il gruppo di ricerca ha simulato il comportamento degli spammer professionisti inviando milioni di messaggi nella Rete: questi contenevano link fittizi che portavano a siti fittizi (vendita di farmaci, invio di cartoline elettroniche) ma del tutto innocui.

Come è andato l’esperimento?

  • In 30 giorni di attività sono stati inviati 469 milioni di messaggi e-mail, di cui 350 milioni finalizzati alla vendita di prodotti farmaceutici.
  • Appena 10.522 utenti però hanno visitato il finto sito web preparato dai ricercatori.
  • Di questi 10.000 solamente 28 destinatari hanno tentato un acquisto online.

Vi immaginate se doveste presentare risultati del genere al vostro capo? Con che faccia gli spieghereste che avete inviato oltre 400 milioni di mail per ottenere a mala pena 28 acquisti online?

I risultati dello studio ci dicono quindi che solo lo 0,0000081% dei destinatari di un messaggio di spamming ha risposto in modo positivo.
Ma allora, se le percentuali sono così ridicolmente basse, se il tasso di conversione contiene una simile sfilza di zeri, perché si fa così tanto spam?

Ce lo spiega la legge dei grandi numeri: anche inviando un numero così alto, e costoso, di messaggi, anche ottenendo un numero di acquisti in percentuale così modesto, l’attività genera comunque profitti interessanti.

Il team che ha condotto la ricerca stima che una campagna di spamming sui farmaci può far guadagnare circa 7.000 dollari al giorno, con ricavi annuali vicini ai 3,5 milioni di dollari.

Scritto da
Gianluca Riboni
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Gianluca Riboni

Pensatore e capo tribù NAZAV, personal trainer non convenzionale, ambasciatore dello yoga e della risata, scrittore e blogger incompreso. Scrivo quello che mi passa la testa, nella speranza di lasciare un segno su questo pianeta. Sempre in Arial 11.

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