Ho notato che, se dai una caramella a un bambino, quel bambino sarà (tendenzialmente) felice. Ne consegue anche che, se gli metti a disposizione un intero barattolo di caramelle, lui ne sarà ancora più felice.
Felice al quadrato, se proprio vogliamo trovare una correlazione matematica.
Un bambino, così ho notato, resta convinto che, più caramelle avrà, più sarà felice, e da adulto funzionerà tutto allo stesso modo, se non meglio. Perché non dovrà dipendere dagli altri e quei limiti imposti spariranno come per magia.
Se porti però un bambino davanti a una bancarella scintillante di dolciumi, o peggio ancora all’interno della fabbrica di Willy Wonka, sarà come condurlo alle porte dell’inferno. Non soltanto perché non potrà avere quelle leccornie tutte per sé, ma perché, al di là delle probabilissime carie ai premolari, la sua apparente e incontenibile felicità si tramuterà ben presto in una nausea straziante.
Da adulti, non siamo certo più furbi. Ci illudiamo che, una volta raggiunto il paese dei balocchi, non avremo più bisogno di nulla. Che è tutta una questione di caramelle e, soprattutto, di quantità di caramelle.
Ma allora, se le caramelle non riescono a rendere veramente felice nemmeno un bambino, che cosa può farlo? E che cosa può rendere felici noi?
Ho osservato che, al di là dei cibi zuccherati, dei giocattoli, dei pastelli per colorare, delle palette e delle secchielli sulla spiaggia, c’è anche un’altra cosa che rende felici i bambini.
Quella cosa, come mi sembra di capire, è lo stupore. I bambini sanno davvero entusiasmarsi e meravigliarsi di fronte a ogni cosa animata e inanimata che incontrano per la prima volta lungo il cammino, non importa che sia un criceto, una ruspa o un treno in partenza. È proprio la novità, la sete di conoscere, la fame della scoperta, a renderli così vitali, pieni e innamorati della vita.
La cosa figa è che questa capacità innata, a meno che non sia andata perduta da qualche parte come i pezzi del Monopoli, ce la possiamo portare sempre dietro, e dubito che sarà mai in grado di saziarci. O perlomeno, prima di arrivare a quel punto, non ci basterà il tempo.
E allora perché, mi domando, ci facciamo ingolosire da quelle infide caramelle quando potremmo continuare a scoprire, esplorare e meravigliarci?
Per favore, togliete le caramelle a quel bambino.