Perché la tua idea non è una buona idea

Perché la tua idea non è una buona idea

In qualità di essere viventi, siamo piuttosto pigri e abitudinari. Il cervello, poi? Meglio andare a risparmio e tenerlo “buono” per occasioni migliori.

Ecco allora che, non appena veniamo colpiti da un’idea luminosa e folgorante, qualunque essa sia, ci lasciamo prendere troppo dall’entusiasmo. Iniziamo a cullare e tenere stretta quell’idea quasi fosse un neonato appena sgusciato fuori dalla cavità uterina. Come incauti Narcisi, iniziamo a gongolarci e vedere rispecchiato in essa tutto quanto il nostro ego.

D’altronde, non abbiamo tutti i torti. Quell’idea prima non esisteva, e ora c’è. L’abbiamo creata noi, dal nulla. Soltanto noi abbiamo il potere di crearla e il potere di distruggerla. In qualche modo, ci sentiamo in tutto e per tutto responsabili per la sua sorte. Ancora peggio, a maggior ragione, ce ne possiamo innamorare, perdutamente. E lo sappiamo bene cosa fa l’amore, vero?

Ci rende ciechi e anche un po’ in bambola, diciamo così.

A quel punto, se arriva l’amore, ecco che l’idea diventa geniale, brillante, risolutiva.

Peccato però che, spesso, le cose non stiano affatto così. I fulmini possono cadere dal cielo per illuminare, ma anche per incenerire. Un’idea appena nata, non importa da dove arrivi e non importa come sia effettivamente maturata, è soltanto una scintilla. Se non ha abbastanza vigore, se non è abbastanza “folgorante”, non riuscirà ad accendere un fuoco, figuriamoci un incendio.

Un’idea, anche la più semplice, è come una larva molliccia che deve fare i conti con qualcosa di gran lunga più consistente, la realtà. Un’idea è come un soldato impaurito, che pensa però di avere coraggio soltanto perché se ne sta al riparo nella sua trincea.

Eh, già. Le idee sono belle finché non vengono crivellate di colpi dal fuoco nemico. Le idee servono davvero a qualcosa soltanto quando escono dalla trincea e sopravvivono. Le idee hanno un minimo di senso quando, come i Transformers o i Decepticon, sanno assumere una forma ben definita che tutti noi possiamo comprendere e, magari, ammirare.

In caso contrario, rimarranno soltanto dei mostri cattivi.

Riconoscere che un’idea è malvagia come un Decepticon, infatti, è piuttosto difficile: ci sembra quasi di deturpare una statua di Canova con un pennarello indelebile. Perciò, non lo facciamo quasi mai.

small-3871893_1920

C’è chi, anche dopo secoli di errori e illusioni e cantonate clamorose, ancora fa fatica a fare un passo indietro. Pensiamo che le idee siano nostre, e ne reclamiamo a squarciagola il pieno possesso, ma probabilmente non è così. Sono soltanto dei messaggi in transito che noi, come antenne satellitari, siamo riusciti chissà come a intercettare e ritrasmettere. Sono i pezzi di un puzzle universale che abbiamo raccolto per caso e cercato di incastrare nella loro giusta, e presunta, collocazione.

Per questa ragione, dobbiamo vederlo per quello che è: un tentativo. E la maggior parte dei tentativi, lo sappiamo, fa cilecca. Per fare centro, lo sappiamo, ci servono tante, tantissime idee, in continuazione, ma che siano umili, e abbiano radici forti, impossibili da estirpare.

Nel frattempo, non riesco a togliermi dalla testa un pensiero: scrivere questo articolo sarà stata una buona idea?

Scritto da
Gianluca Riboni
Lascia un commento

Gianluca Riboni

Pensatore e capo tribù NAZAV, personal trainer non convenzionale, ambasciatore dello yoga e della risata, scrittore e blogger incompreso. Scrivo quello che mi passa la testa, nella speranza di lasciare un segno su questo pianeta. Sempre in Arial 11.

Newsletter

Web Far - Alla scoperta del selvaggio mondo di internet e della pubblicità online

Web Far - Alla scoperta del selvaggio mondo di internet e della pubblicità online

In vetrina