Una parola al giorno è meglio di una mela

Una parola al giorno è meglio di una mela

L’italiano è una lingua ricchissima, con un patrimonio di centinaia di migliaia di parole. Eppure, col passare del tempo, il lessico a nostra disposizione sembra restringersi sempre di più. Sarà la vecchiaia che avanza, sarà la pigrizia che si mette a potare i rami secchi, chi può dirlo. In ogni caso, è come se perdessimo qualche pezzo lungo il cammino.

Per fortuna, mi sono imbattuto (di nuovo) nel sito di UPAG, una parola al giorno.

Anni fa, ero iscritto alla loro newsletter per ricevere ogni giorno, come un ovetto fresco, un vocabolo della lingua italiana ben descritto e sviscerato, dall’etimologia a tutti i possibili utilizzi.
Poi, però, come ho spiegato anche in questo mio post, feci una bonifica al napalm della mia mailbox e, molto a malincuore, mi cancellai.

unaparolaalgiorno

Non so come ma, a distanza di anni, mi si illumina una lampadina e decido, anche se con poche speranze, di rintracciarlo nuovamente su Google. Già mi immaginavo di trovarmi di fronte un dominio “parcheggiato” oppure un sito in rovina.
Invece, scopro con immenso piacere che il sito è più vivo che mai e continua a macinare regolarmente contenuti senza dare il minimo segno di stanchezza. È davvero incredibile come i fondatori di UPAG, Giorgio e Massimo da Firenze, siano così appassionati e determinati da portare avanti un progetto per ben dieci anni, ogni giorno e senza mai una sosta.

Quindi, quasi commosso, ci ricasco e mi iscrivo per la seconda volta.

Ecco che adesso, ogni mattina, prima ancora di fare colazione, posso nutrirmi con un nuovo vocabolo della lingua italiana. Anche se magari lo conosco già, mi posso impadronire di significati o sfumature a cui non avevo mai pensato. Davanti a parole già sentite e date magari per scontate, posso chiarirmi le idee una volta per tutte e non incorrere in qualche brutta figuraccia.

Prendiamo la parola del 6 giugno 2020: avventizio.

avventizio

Per quanto nella vita sia stato particolarmente ghiotto di vocaboli, non ho mai avuto l’occasione né di approfondire né di utilizzare una parola come questa. Suona molto religiosa, non trovi? Eppure, deriva da una parola latina piuttosto comune, advenire, cioè “arrivare”, e rappresenta un modo elegante e ricercato per esprimere qualcosa di provvisorio e/o precario.

Non so se mi ricorderò ancora di questa parola o avrò mai l’occasione di usarla, ma resto convinto che il servizio di UPAG sia meglio di una cura al fosforo. Non è un semplice dizionario, spesso freddo e con l’aria da professore severo. È puro nutrimento per la mente. Che aiuta a rendere viva una lingua bellissima che non può e non deve morire, anche per la nostra sopravvivenza cerebrale. E come ci fa notare il loro manifesto, se riusciamo a migliorare la lingua, riusciremo anche a migliorare il pensiero. E con un pensiero migliore, si suppone e si spera, prenderemo anche decisioni migliori.

Ah. L’iscrizione al sito e alla newsletter giornaliera è gratuita, mentre con l’abbonamento premium è possibile sostenere attivamente il progetto e accedere ad articoli di approfondimento sulla lingua italiana.

Quindi, che aspetti? Cogli anche tu la tua parola al giorno, e soprattutto, passaparola.

Scritto da
Gianluca Riboni
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Gianluca Riboni

Pensatore e capo tribù NAZAV, personal trainer non convenzionale, ambasciatore dello yoga e della risata, scrittore e blogger incompreso. Scrivo quello che mi passa la testa, nella speranza di lasciare un segno su questo pianeta. Sempre in Arial 11.

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