Racconti



Nessun uomo è un'isola
7 marzo 2010

Il detenuto numero 61770 si svegliò, per la prima volta, nella sua cella a forma di isola. Era disteso a terra, come doveva essere, con la faccia affondata nella sabbia, e aveva la testa talmente gonfia da pulsare al ritmo del suo cuore esausto. Si alzò sulle braccia e prese una manciata di sabbia, la lasciò scivolare tra le dita. Un'imitazione perfetta, pensò, senza impurità, gradevole al tatto, finissima. Al centro dell'isola svettava una palma tropicale, avara di frutta, vergine, da cui non avrebbe tratto alcun nutrimento...


A come Appetito
3 gennaio 2010

La giornata è finita e la tasca del mio cappotto è gonfia di monete. La giornata è finita e
l'edicolante per cui "lavoro" ha fatto affari d'oro. E' parecchio soddisfatto, direi, ma non del
tutto sazio. Quando si accorge che sto per andarmene, mi cerca con lo sguardo, mi ferisce con un sorriso sornione e poi mi fa cenno di avvicinarmi. Io chino la testa e, goffamente, con il mio passo strascicato, mi dirigo verso di lui...


Kate
3 luglio 2006

Avrebbe dovuto saperlo. Avrebbe dovuto capirlo. Fin dall'inizio. Da quando Nick il duro,
Nicola l'antiromantico, aveva iniziato a guardarla in modo diverso. Più intenso.
Lottando contro la paura di farsi scoprire e il desiderio di scoprirla. Avrebbe dovuto capirlo
fin dal primo istante...


Nuova Alexandria
17 febbraio 2006

Non merito di portare il nome che porto: Alexander, nobile fondatore di questa città, da lui battezzata Nuova Alexandria più di mille anni or sono, quando la terra era deserto, l'acqua era limpida e nessun mito esisteva ancora...


Con la musica in testa
11 maggio 2004

La giornata tipo di Sigfrido si svolge in questo modo:
ore 6.30 alzabandiera al rintocco sincronizzato di cinque sveglie analogiche
ore 6.31 espletamento delle necessità fisiologiche, seguito da pediluvio, interludio musicale,
colazione, spazzolamento gengive, bardatura, crisi isterica mattutina, il tutto secondo una
rigida scansione "fantozziana"...


Agostino
8 aprile 2003

"Vuoi fuggire dal grigiore della vita quotidiana? Vuoi fuggire da una società che ti opprime?
Vuoi fuggire e basta? Allora che stai aspettando? Vola ad Hammamet!"
Agostino detto PalladaBowling non era certo il tipo da lasciarsi suggestionare, ma quel messaggio pubblicitario, quel messaggio ascoltato per caso alla radio, recitato da quella voce eterea e fascinosa, aveva fatto presa sulla sua mente e non si era più staccato...